CasaVerde
Dove la cura mette radici
CasaVerde nasce da un’idea semplice e importante: anche quando aumentano le fragilità, la vita deve continuare a offrire relazioni, stimoli, responsabilità e cose belle da aspettare.
È il progetto con cui la Fondazione Maria Assunta di Castellero sta trasformando la propria casa di riposo in una vera casa di vita: un luogo in cui gli anziani non siano soltanto assistiti, ma possano continuare a sentirsi partecipi, riconosciuti e parte di una comunità.
La vita non si mette in pausa
Entrare in una casa di riposo non significa smettere di scegliere, di imparare, di emozionarsi o di prendersi cura di qualcosa.
CasaVerde promuove un modello di invecchiamento attivo che mette al centro la persona, le sue capacità e la sua storia. Le attività vengono adattate alle condizioni di ciascun ospite, perché tutti possano partecipare secondo le proprie possibilità e trovare il proprio spazio.
L’obiettivo non è semplicemente riempire il tempo, ma renderlo ancora significativo.
Un giardino da vivere
Il cuore del progetto è il grande spazio verde che circonda la struttura: circa mille metri quadrati ripensati per diventare un luogo accessibile, sicuro e aperto alla partecipazione.
Il giardino non è soltanto qualcosa da osservare. È uno spazio da attraversare, curare e trasformare insieme. Cassoni rialzati, fioriere accessibili, zone ombreggiate e attrezzature dedicate permettono anche alle persone con difficoltà motorie di prendere parte alle attività.
Qui si lavora, ci si incontra, si chiacchiera e si seguono i cambiamenti delle stagioni. Il verde entra anche negli ambienti interni, per raggiungere chi non può uscire e mantenere vivo il contatto con la natura durante tutto l’anno.
Coltivare significa ancora prendersi cura
Seminare, annaffiare, rinvasare una pianta o raccogliere un ortaggio sono gesti semplici, ma possono avere un significato profondo.
L’ortoterapia aiuta a stimolare la manualità, la memoria e le capacità cognitive. Soprattutto, restituisce agli ospiti un compito, una responsabilità e il piacere di vedere crescere qualcosa grazie alle proprie cure.
Il percorso accompagna l’intero anno: nei mesi più freddi si preparano bulbi, semenzai, composizioni e decorazioni; con la bella stagione le attività si spostano all’aperto, tra fiori e ortaggi.
Per molti ospiti, cresciuti in un territorio dalla forte tradizione agricola, significa anche ritrovare gesti conosciuti, ricordi familiari e una parte importante della propria storia.
A volte basta una zampa
La relazione con un animale riesce spesso ad arrivare dove le parole fanno più fatica.
Durante gli incontri di pet therapy, condotti da Valentina Fontanone, la presenza del cane crea occasioni spontanee di contatto, gioco e comunicazione. Accarezzarlo, chiamarlo o semplicemente osservarlo può suscitare curiosità, richiamare ricordi e favorire una maggiore apertura verso gli altri.
Sono momenti di leggerezza che aiutano a ridurre le distanze e offrono stimoli preziosi anche agli ospiti con maggiori fragilità.
Ci sono ricordi che tornano in musica
Una canzone può riaprire una porta che sembrava chiusa: riporta alla mente un volto, un ballo, una festa o un momento della propria vita.
Il percorso di musicoterapia, condotto da Sabrina Borlengo, utilizza suoni, ritmo e voce per favorire l’espressione, la partecipazione e la condivisione. Non è necessario saper cantare o suonare: ognuno può lasciarsi coinvolgere secondo le proprie possibilità.
La musica diventa così un linguaggio comune, capace di unire le persone e di creare emozioni che continuano a essere condivise anche quando trovare le parole diventa più difficile.
Il volontariato comincia dall’ascolto
La disponibilità è preziosa, ma per stare accanto a una persona anziana servono anche sensibilità, consapevolezza e strumenti adeguati.
Per questo CasaVerde propone un percorso di formazione rivolto ai volontari. Un’occasione per conoscere meglio la realtà della struttura, comprendere i bisogni degli ospiti e imparare a costruire relazioni rispettose e significative.
Il volontario non è soltanto qualcuno che offre il proprio tempo: è una presenza capace di ascoltare, accompagnare e mantenere vivo il legame tra la Casa e la comunità.
Una casa con le porte aperte
CasaVerde coinvolge gli ospiti, ma non si ferma ai confini della struttura.
Familiari, volontari, associazioni, professionisti e cittadini sono chiamati a partecipare alla vita del progetto. Questa apertura crea nuove occasioni di incontro, contrasta l’isolamento e permette agli anziani di continuare a sentirsi parte del territorio in cui hanno vissuto.
La casa di riposo diventa così uno spazio condiviso: non un luogo separato dalla comunità, ma uno dei luoghi in cui la comunità si prende cura di sé.
Un progetto che ha già lasciato il segno
CasaVerde ha coinvolto direttamente 65 ospiti, insieme a 39 dipendenti, 7 professionisti, circa 15 volontari e numerosi familiari.
Le attività hanno favorito la socializzazione, il movimento, la stimolazione cognitiva e una maggiore partecipazione degli anziani alla vita quotidiana. Hanno inoltre rafforzato la collaborazione tra il personale, le famiglie e le realtà del territorio.
Ma il risultato più importante è forse un altro: aver contribuito a cambiare lo sguardo sulla casa di riposo, riconoscendola come un luogo in cui continuare a vivere relazioni, desideri ed esperienze.
